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Politica e moralismo di accatto

novembre 6, 2010

Una delle cose che più mi ha meravigliato(e che mi meraviglia) del rapporto tra elettori di sinistra e Berlusconi, è il fatto che questi sia stato odiato fin da subito, fin dalla storica discesa in campo a cavallo tra il ’93 e il ’94. Lo ricordo bene, la mia famiglia è da sempre di sinistra (ho persino uno zio sindacalista), e ricordo bene, per quanto avessi all’epoca appena 10 anni, cosa si diceva in casa: erano reazioni di sdegno, di orrore, di costernazione, per la volgarità di questo padroncino buttatosi in politica.

Era una reazione istintiva, di pancia, che si richiamava agli istinti più atavici di queste persone (come solo può essere quando si arriva a detestare così tanto una persona da augurargli l’arresto, la sofferenza, persino la morte)

Quando si ragiona in questi termini siamo arrivati ad un livello dello scontro che non è quello che dovrebbe esserci in una democrazia evoluta, ma stiamo al livello che Carl Schmitt definisce “scontro tra amico e nemico” (che poi secondo lui era il vero scontro politico). Lo scontro è uno scontro tra due mondi inconciliabili, tra due visioni del mondo, quella sposata dai tipi che scrivono su Repubblica, sul fatto quotidiano, insomma dai Santoro,dai Travaglio, dai Serra ecc, e il mondo rappresentato da Berlusconi.

Cerchiamo allora di capire quale sia questa visione propugnata a sinistra (certo, se venisse Marx e scoprisse cos’è la sinistra in italia gli verrebbe un tocco per lo spavento, ma ritornerò su questo punto)

Mi ricollego alla frase citata di Montanelli, perché è davvero emblematica:

La scoperta che c’è un’Italia berlusconiana mi colpisce molto: è la peggiore delle italie che abbia mai visto, e dire di italie brutte nella mia lunga vita ne ho viste moltissime…però la volgarità, la bassezza di quest’italia qui non l’avevo vista nè sentita mai. Il berlusconismo è veramente la feccia che risale il pozzo

I termini con cui l’italia di Berlusconi viene criticata sono: volgare,bassa, scurrile, impresentabile, sconcia, feccia,fuori luogo.

Ne ho dette abbastanza perchè capiate che questo non è un linguaggio politico: questo è un linguaggio morale (per la precisione si tratta di moralismo, la morale la lasciamo alla chiesa).

A sinistra quindi non si combatte B. per le politiche messe in atto (dacchè ormai è evidente che non distano chissà quanto da quelle messe in atto da loro nei brevi intermezzi in cui hanno governato), ma perché Berlusconi è per il loro modo di vedere un personaggio non presentabile, e che fa fare brutta figura.

Ora; questo è precisamente il tipo di ragionamento, di discorso, che domina nel paesino calabrese di montagna popolato da 2000 anime (non voglio far torto ai calabresi, potete metterci la puglia, l’abruzzo, ma anche il veneto o il trentino, non cambia una sega)

Gli amichetti di sinistra, se ne rendano conto una buona volta, hanno adottato come loro cifra distintiva il moralismo, il perbenismo, persino le tendenze bigotte, dei paesini di provincia; sono essi stessi dei supremi provinciali. E ce ne si può accorgere facilmente quando, dopo la solita uscita del berlusca, si è soliti sentire: ma cosa mai penseranno di noi? Che figura ci facciamo all’estero, nei paesi civilizzati?

Che è esattamente la stessa reazione che ha la ragazzina di 18 anni del nostro paese calabro quando fa un pompino ad un tizio dopo essersi scolata un paio di birre, e gli chiede di starsi zitto, che non esca fuori la cosa, perché sennò cosa penseranno mai gli altri! Non sia mai la scambino per una troia!

Pensateci: tutti i ragionamenti tipici, le critiche che vengono da sinistra, sono sempre su questa falsariga, da becero moralismo di provincia: perché si critica la Carfagna? Perché è una bella ragazza, piacente, ha fatto la soubrette, quindi è “evidente” che per arrivare li l’ha succhiato a cani e porci (poi mi spiegheranno perché cicciolina non è diventata ministro del tesoro, difficile succhiarlo meglio di una pornostar); è provinciale perché è nei paesini che quando si vede una bella figliuola subito iniziano le voci dietro, i pettegolezzi, le malignità, dicendo che è ovvio che l’ha preso in culo pure dai negri

Bene. La cifra della sinistra non è più la lotta di classe, la difesa del lavoro e degli operai, ma questo moralismo d’accatto e di bassa lega.

E’ la vacua esteriorità dei comportamenti apparentemente corretti, ma dietro cui il più delle volte si nascondono le peggio nefandezze.

Il mondo dei moralizzatori è quello dei vecchi che vanno al parco per farsi fare una sega dai ragazzini, e la domenica vanno in chiesa e scuotono la test quando vedono il ragazzetto coi capelli lunghi, l’orecchino, e la maglia con scritto Satana.

E’ il mondo, analogamente, di Marrazzo, che esteriormente si esibiva in queste critiche a sfondo moraleggiante, e nel privato se lo faceva troncare nel culo da un transessuale.

Ma quello che conta, nel loro mondo, è quello che sembra, quello che appare, non la sostanza. La frase per eccellenza è “ma pare brutto…”, perché questi vivono con l’ossessione che qualcuno dica male di loro (non vorrai mica sembrare una troia?)

La cosa più esilarante è che, in un mondo come questo, si viene giudicati e condannati per delle cazzate, per quisquilie, inezie, ma da persone che non hanno alcun titolo per poterlo fare, anzi generalmente sono peggio di noi.

Ma dopotutto è normale, la loro cultura nasce dal mondo comunista, dall’URSS del comunismo di stato, dove quel che contava non era che la gente, il popolo vivesse bene, ma che all’estero si pensasse che loro stavano bene, anzi benissimo; un po’ come Vautrin suggerisce a Rastignac nel Perè Goriot “nascondi il rovescio per esibire il diritto il più scintillante possibile; la gente baderà solo a questo” Si faceva mostra di potenza militare, si conquistava lo spazio, ma la gente crepava di fame; e nel frattempo qualsiasi tentativo di migliorare le cose veniva represso nel sangue; non dimentichiamoci mai da dove vengono, da dove ha origine la loro forma mentis.

Bene. Se mi avete seguito fin qui, e la maggior parte degli italiani mi segue fin qui,ha compreso benissimo perché, nonostante Berlusconi sia un ladro, porco, mafioso, libertino e chi più ne ha più ne metta, un mondo fondato su di lui e su come vede il mondo, sarà sempre un mondo migliore di quello in cui si affermino i principi di questi provinciali moralisti bigotti del cazzo; si, perché difficilmente ci potrebbe essere un mondo peggiore. Preferirei farmi governare da Ratzinger e soci piuttosto che dal club di Repubblica, travaglio e soci. Perlomeno in un mondo cattolico ci sarebbe la possibilità di pentirmi e guadagnarmi l’indulgenza mediante preghiere, azione e dio cazzo sa cos’altro; ma nel loro mondo non c’è scampo: una volta che vieni marchiato, diffamato, sei fottuto; a vita;non c’è possibilità di salvarsi. Questi ti mandano in galera perché te lo sei fatto succhiare da una troia.

Il loro mondo è il mondo in cui si fa solo quel che “si fa”; è la vittoria dell’impersonale sul personale, del conformismo più becero; in un mondo come questo qualsiasi forma di diversità non viene soppressa, ma si auto-sopprime perché si reputa diverso e sbagliato. Il diverso semplicemente non vive.

La società che vogliono è quella in cui tutti sanno tutto di tutti; le famose intercettazioni, al grido di “noi non abbiamo nulla da nascondere”

Una societa’ dove siete spiati nella vita privata. Dove siete giudicati nella vita privata. Dove siete esclusi se nella vostra vita privata c’e’ qualcosa che non va ai benpensanti. Dove c’e’ sempre una buona scusa per cui non dovreste fare quel che fate: non lo fanno tutti, perche’ mai voi dovete a tutti i costi fate cosi’ ? Non potete fare come tutti?

Fanculo. Io non ci sto. Mi fate schifo.

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3 commenti
  1. peppe permalink

    mah…
    stai facendo di un’erba un fascio, e che fascio
    sostieni che la sinistra italiana brami l’istaurazione di un regime nostalgico dello stalinismo. sei fuori dal mondo mio caro.
    il tuo articolo era partito benissimo ma ti sei perso proprio sul più bello quando si trattava di voler dimostrare la superiorità della destra italiana sulla sinistra non in base al moralismo ma in base ai fatti
    sei un dilettante della politica, anzi ti dirò di più: sei tu stesso un moralista.

  2. Angelo permalink

    Non sono d’accordo. Io sono uno di quelli che tu chiami “moralisti” e ti dico che non hai ben capito il punto. Io non condanno Berlusconi perche’ si e’ fatto succhiare l’uccello da Mara Carfagna, ma lo condanno perche’ l’ha fatta ministro dopo esserselo fatto succhiare, magari a scapito di gente che meritava quel posto piu’ di una ciuccia cazzi qualunque. E c’e’ una gran bella differenza. Io non condanno Berlusconi perche’ sfondava il il culo di una minorenne (oddio, la cosa mi fa piu’ che schifo…), ma per il fatto che ha chiamato la questura per farla rilasciare mentendo su chi fosse la ragazza e abusando del suo potere. Caro mio, proprio i moralisti come li chiami tu gia’ sapevano che da quel merdoso giorno in cui e’ “sceso in campo” avrebbe fatto delle istituzioni quello che cazzo gli pareva. Ed era evidente proprio da quella espressione, “sceso in campo”. Trattare la politica come una partita di calcio. E non avrebbero nemmeno potuto immaginare che l’avrebbe fatta diventare un bordello, pur, per carita’, facendo leggi contro la prostituzione in strada… lui l’uccello se lo puo’ far succhiare da minorenni, maggiorenni, maggiorate, pornostar, scimmie antropomorfe e non, cani, cavalli e, perche’ no, sassi, mentre gli italiani no.

  3. Giacomo permalink

    Concordo con ogni tua singola parola, diffidiamo sempre dei moralisti. Sono quelli che hanno privato della nostra libertà.
    I moralisti, sono gente come Martin Schulz, le cui principali cause al parlamento europeo, sono aumentare l’afflusso di immigrati verso l’unione Europea e la caduta di governi eletti, all’interno di stati membri.
    I moralisti, sono giudici, che passano illegalmente, atti processuali riservati, di provvedimenti in corso, a giornalisti corrotti; perché influenzino al taglia e cuci l’opinione pubblica.
    I moralisti sono quelli che si fanno corrompere da frange della magistratura, per il beneplacito di furti immobiliari, ai danni del proprio ex partito ed a beneficio del fratello dell’ex moglie di Gaucci.
    I “moralisti” sono quelli che hanno indebolito fino alla morte l’immagine di un governo eletto, al solo scopo di rovesciare, con altri mezzi, quello che non potevano rovesciare con le elezioni politiche.
    Forse i moralisti, sono tutti quei poteri forti, dalla magistratura, ai sindacati, dalle banche, ai funzionari pubblici, fino ai giornalisti. Che in ogni singolo giorno della nostra vita, ci plasmano a modello per dirci come dobbiamo essere, cosa possiamo fare, quanto dobbiamo pagare.
    Le recenti dichiarazioni di Mills, unite alle incredibili incongruenze con il processo svoltosi nel regno unito, sono una prova di ciò che i moralisti, possono fare ad una persona che potrebbe essere innocente, ma che purtroppo mediaticamente non lo è mai stata.
    I moralisti sono quelli, che grazie al governo monti, regnano praticamente in maniera diretta, ma che solitamente, si avvalgono della sinistra; per portare la loro parassitaria voce di governo.
    Sono quelli che in fondo teme anche Berlusconi; credo che il suo sostegno al governo Monti, sia legato al timore di ritorsioni nei suoi confronti.
    Con Berlusconi, l’Italia ha perso la sua ultima carta, se ci sarà ancora, qualche cosa di buono per noi, questa, non sarà di certo l’Italia e nemmeno la decadente Europa di massoni e banchieri.

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