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	<title>Ribellionedellemasse's Blog</title>
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	<description>SE PER VIVERE DEVI STRISCIARE, ALZATI E MUORI</description>
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		<title>Questo non è un articolo sulla pipa</title>
		<link>http://ribellionedellemasse.wordpress.com/2011/12/15/questo-non-e-un-articolo-sulla-pipa/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 13:44:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ribellionedellemasse</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Fumare la pipa? Ci sono tanti buoni motivi per non farlo, forse più che non farlo, specie in un&#8217;epoca in cui l&#8217;avversione verso il fumo (ed i fumatori) è maggioritaria; non bastasse, la pipa è, nell&#8217;immaginario comune, collegata, bene che vada ad una persona stramba, che voglia mettersi in mostra senza disporre d&#8217;altri modi per [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ribellionedellemasse.wordpress.com&amp;blog=7447710&amp;post=620&amp;subd=ribellionedellemasse&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fumare la pipa? Ci sono tanti buoni motivi per non farlo, forse più che non farlo, specie in un&#8217;epoca in cui l&#8217;avversione verso il fumo (ed i fumatori) è maggioritaria; non bastasse, la pipa è, nell&#8217;immaginario comune, collegata, bene che vada ad una persona stramba, che voglia mettersi in mostra senza disporre d&#8217;altri modi per farlo; ancora peggio, evoca il collegamento con il vecchio (ed in un tempo in cui ciò che giovane è in, il vecchio, a meno che non sia vintage, è dannatamente out).</p>
<p>Non posso (né tantomeno voglio) dirvi per quale motivo voi dobbiate fumare. Posso però dirvi come io ho iniziato, e persistito in questo piacevole vizio, che da qualche anno coltivo con soddisfazione.</p>
<div>
<dl>
<dt><a href="http://i1.tribune.com.pk/wp-content/uploads/2011/11/298501-ClarkGablePHOTOFILE-1322405246-778-640x480.jpg"><img src="http://i1.tribune.com.pk/wp-content/uploads/2011/11/298501-ClarkGablePHOTOFILE-1322405246-778-640x480.jpg" alt="" width="640" height="480" /></a></dt>
<dd>clark gable</dd>
</dl>
</div>
<p>Non la farò più melodrammatica di quanto non sia, ma io non fumo per caso: sono stato chiamato alla pipa, ed al fumo di questa. Non credo nell&#8217;occulto o in cose del genere, ma non mi spiego in altro modo che con una chiamata il mio inizio con la pipa.</p>
<p>Un pomeriggio d&#8217;estate di qualche anno fa, passeggiavo lungo la via principale della mia città piuttosto infastidito, ricordo bene la sensazione, dall&#8217;afa tipica di quel periodo dell&#8217;anno;</p>
<p>guardavo pigramente le vetrine dei negozi quando fui attratto da un oggetto: la cosa apparirà, non dubito, bizzarra, tanto più che non dispongo d&#8217;una vista particolarmente efficiente; l&#8217;oggetto non era in primo piano, era sito su uno scaffale piuttosto lontano, anche se visibile dalla mia posizione: era come se un fluido fosse uscito da quel libro, sulla cui copertina troneggiava una pipa; fui così chiamato, e lo dico perché fino a quel momento non avevo mai, e sottolineo mai pensato d&#8217;aver voglia di fumare ne, tanto meno, la voglia di cimentarmi col fumo di pipa; non avevo parenti o persone a me vicine che lo facessero e, a dirla tutta, ricordo quand&#8217;ero infastidito, anni prima, dalla vicinanza d&#8217;un signore amico di mio padre, sempre immerso, quasi fosse la sua seconda pelle, nell&#8217;odore di pipa.</p>
<p>Entrai in libreria, e stetti per venti minuti buoni col libro in mano, domandando tra me e me: “ma cosa minchia lo compro a fare un libro sulla pipa, io che manco ho mai fumato?” sorprendentemente (ma forse neanche troppo per uno che, tra fare una cosa bizzarra e non farla, preferisce la prima) acquistai il libro,ed una volta a casa sprofondai in esso. Per 3 mesi lo lessi da cima a fondo con avidità; divenni rapidamente un esperto, sapevo tutto di pipe, forme, fogge, materiali, tabacchi, oltre naturalmente di come si sarebbe dovuto fumare secondo le più varie scuole di pensiero in materia: Maigret mi faceva una pippa (o almeno credevo), senza ch&#8217;io avessi non dico fumato (sarebbe chiedere troppo xD), ma senza che avessi anche solo visto o preso in mano una pipa. Nel natale di quell&#8217;anno mi risolsi all&#8217;acquisto: non aveva senso continuare a vagheggiare: dovevo provare, e vedere cosa succedeva. Andai dal tabaccaio di riferimento in città, Elio, il quale mi impartì una lezione teorica d&#8217;un&#8217;ora e mezzo (come se avessi ancora bisogno di teoria&#8230;), al termine della quale uscii con due pipe in più (una curva, una dritta), e 100 euro in meno; un bel rischio lo ammetto, ma la curiosità l&#8217;ebbe vinta sul timore di buttare via dei soldi. L&#8217;approccio non fu dei più semplici: all&#8217;inizio non riuscivo neanche ad accenderla; non avevo di fatto mai fumato, se non qualche tiro distratto di sigaretta alle medie; capito come accenderla, avevo difficoltà nel mantenerla accesa; in ansia per l&#8217;imminente spegnimento, aspiravo come un disperato; una volta andai in iper-ossigenazione: tiravo con boccate così forti e ravvicinate che, dopo quaranta minuti di quest&#8217;insana pratica, alla fine mi sentii la testa leggerissima, e mi venne da vomitare.</p>
<p>A ripensarci mi viene da ridere D:; ma per qualche motivo ero fermo nella convinzione di diventare un fumatore di pipa; pian piano capii come fare, ed iniziai a prenderci sempre più gusto. Divenni un fumatore di pipa (e non solo di quella a dire la verità, ma questo è un altro discorso; allo stato dei fatti assumo tabacco in ogni forma, senza curarmi di chi, in modo stolto, pretenda d&#8217;assegnare patenti di nobiltà ai vari tipi di fumo; cazzate, si fuma cosa e quando ci va, si fuma lento e si fuma veloce; esiste un fumo adatto ad ogni momento e stato d&#8217;animo: di certo non ha senso mettersi a fumare la pipa se si hanno miseri 5 minuti; in quel tempo a stento carichiamo e diamo due boccate&#8230;)</p>
<p><a href="http://www.mpcmail.it/mpc/mpc/giardino/donne/Le-donne_cover.gif"><img src="http://www.mpcmail.it/mpc/mpc/giardino/donne/Le-donne_cover.gif" alt="" width="340" height="238" /></a></p>
<p>Dopo tanto sfacciato autobiografismo, torniamo a noi: la pipa. Non vorrei tediarvi con dettagli tecnici che, in genere, eccitano solo gli aficionados; ma qualcosa è necessario che ve la dica. Innanzitutto: come è fatta una pipa? Una pipa si compone di tre parti: il fornello, il cannello, ed il bocchino. Il fornello, come dice il nome, è il luogo ove materialmente inserite il tabacco, e che funge da camera di combustione una volta che date fuoco; l&#8217;interno del fornello, lo svaso, è importante non solo per la forma: è essenziale che sia liscio, senza fenditure. Il diametro dello svaso è in genere di 2/3 cm, l&#8217;altezza varia dai 3 ai 6 cm. Lo spessore è anch&#8217;esso variabile, e va da un minimo di pochi millimetri, fino al mezzo centimetro. Quando acquistate una pipa, l&#8217;interno del fornello si presenta liscio e privo di incrostazioni; col tempo, fumandola, i residui di tabacco si accumuleranno, dando luogo a quella che viene definita crosta: questa è necessaria, da sapore alla fumata: solo allora diventa realmente la vostra pipa! Anche se lo spessore va tenuto sotto controllo, per evitare che cresca fino a ridurre sempre più lo spazio per il tabacco.</p>
<p>Il cannello è la prosecuzione del fornello; può essere lungo o corto, a prescindere dalla lunghezza totale della pipa; quanto più la pipa è lunga, tanto più il fumo arriva fresco in bocca. Il cannello in genere finisce con il legno tagliato in perfetta aderenza con il bocchino che, come potete immaginare, è la parte finale della pipa, quella che si stringe tra le labbra e da cui si aspira il fumo.</p>
<p>I bocchini hanno anch&#8217;essi varie forme e dimensioni; un tempo erano offerti anche in molteplici materiali; oggi la maggior parte dei bocchini sono in ebanite (mentre, cosa che non abbiamo ancora detto, il corpo della pipa è in genere fatto con la radica). Le linee più diffuse di bocchino sono quella dritta e quella a sella; considerato che il bocchino è la parte più soggetta all&#8217;usura, dovrete col tempo capire che effetto produce il vostro morso su di esso: chi abbia un morso robusto si dovrà orientare su bocchini con la sezione più arrotondata, o almeno dall&#8217;imboccatura più spessa (in modo che non vi ritroviate in poco tempo col bocchino distrutto)</p>
<p>Esistono vari modelli di pipa; la distinzione che salta più facilmente agli occhi anche dei profani è la distinzione tra pipa dritta e pipa curva (quella di Sherlock Holmes insomma). La dritta è la pipa tipicamente moderna, buona per tutti gli usi, più facile nel trasporto e nella manutenzione. Si inumidisce meno, si asciuga prima, sopporta di essere fumata con una maggior frequenza rispetto alla curva. Assolutamente più “giovane” della curva, anche se parecchi giovani trovano che la curva si sposi alla perfezione con la barba (fa molto intellettuale francese dei tempi andati xD)</p>
<p>La curva pesa meno sui denti (in genere perché il peso è meglio bilanciato), manda un fumo più fresco e dolce. Gradevole (anche se non forse per tutti) che la vicinanza del fornello faccia si che si possa aspirare un po&#8217; del fumo direttamente con il naso. Ma, a parte tutto, l&#8217;inconveniente maggiore è che cattura maggiore umidità, e necessità di maggiore cura, di una attenzione maggiore alla pulizia, e di più riposo.</p>
<p><a href="http://www-movieline-com.vimg.net/images/marsattackspiercebrosnan500.jpg"><img src="http://www-movieline-com.vimg.net/images/marsattackspiercebrosnan500.jpg" alt="" width="500" height="270" /></a></p>
<p>Una cosa che finora non abbiamo ancora citato: le pipe vanno pulite a fine fumata, SEMPRE. Si utilizzano dei bastoncini che si chiamano scovolini (si vendono in tutte le tabaccherie); sono dei fili di metallo attorcigliato, rivestito di cotone o ciniglia; si infilano nel cannello, nel fornello, anche ripiegandoli a metà, e pulendo per bene tutta la lunghezza della pipa, oltre che del bocchino; se e quando vi troverete a pulire una curva, toccherete con mano quanto sia più difficile pulirla bene rispetto alla dritta, specie se il cannello dovesse essere di dimensioni generose. Tre o quattro sfregatine, su e giù: la parte che andrete ad infilare nel fondo del focolaio risulterà molto più sporca di quella che si tiene in mano (ovviamente), che invece resterà pulita. Spesso si usano gli scovolini anche durante la fumata, per assorbire umidità in eccesso, e per sgombrare il cannello da residui che dovessero ostacolare un corretto tiraggio della pipa.</p>
<p>Esistono molti altri criteri per distinguere le varie forme di pipa: lunga/corta ad esempio; la lunghezza in genere va dai 10 ai 20 cm; esistono anche casi estremi: la Churchwarden, arriva anche a 40 cm di lunghezza. Le pipe molto lunghe sono complicate, anche da pulire, e c&#8217;è anche il rischio che girandovi andiate a farla sbattere contro mobili, oggetti, o persone D:; sono riservate agli esperti, voi orientatevi su modelli medi, tra i 12 e 16 cm andrà più che bene. Altre criteri sono bassa/alta, piccola /grossa, liscia/rugosa; inutile che vi descriva ogni tipo di distinzione, per capirle sul serio dovrete iniziare a vederle, rivederle, toccarle, fumarle, e vederle ancora; lette su carta rimangono solo parole, mi fermo quindi alle distinzioni elementari.</p>
<p>Piccola nota sul caricare la pipa di tabacco: secondo un vecchio detto inglese, la pipa si riempe prima con mano di bimbo, poi di donna, ed infine di uomo; che significa questo detto? Significa che il tabacco si mette prima a piccole dosi nel fornello, e senza premere; a mano a mano che si riempe, utilizzeremo pizzichi sempre più grandi, iniziando ad aumentare la pressione che utilizziamo per premere dentro il tabacco; quando la pipa sarà quasi piena, potremo esercitare una certa forza nel premere (per questo mano di bimbo, di donna e di uomo); mi raccomando: sopratutto per chi non è abituato a quest&#8217;operazione, fate attenzione al tiraggio; dopo che avete messo un po&#8217; di tabacco controllate che, aspirando, dal bocchino passi aria; a seconda di come caricherete la pipa, in modo più o meno serrato, passerà un quantitativo diverso di aria, e diversa risulterà la fumata.</p>
<p>Ultima cosa, la più importante; voi tutti vi starete chiedendo: si ok, ma come si fuma? A mio modesto avviso, per quante speculazioni si possano fare, ognuno alla fin fine fuma un po&#8217; come diavolo gli pare; a fumare si impara solo facendolo, e serve tanta pratica (vi ricorda qualcosa? D:); ognuno poi, nel corso del tempo, sviluppa uno stile in linea con la propria personalità. Ma, dovessi proprio dare un consiglio, seguirei quel che dice il Bozzini: <em>“la pipa si fuma a boccate lente, ritmate, impercettibili, che producano non più d&#8217;un filo di fumo” </em>Tutto il contrario delle sigarette. Più rapidamente si fuma, con boccate intense e ravvicinate, tanto più il fumo vi arriverà caldo in bocca (la pipa stessa si riscalderà molto); un trucchetto per i novizi consiste nello smettere di tirare quando il fornello divenga troppo caldo: se non riuscite a tenerlo in mano per il troppo calore, lasciate per un po&#8217; a riposo la pipa. In effetti sono due approcci al fumo diversi (per quanto non si escludano l&#8217;un l&#8217;altro): la pipa richiede più impegno, più concentrazione; richiede un&#8217;attenzione vigile all&#8217;oggetto pipa, di quanto non richieda una semplice sigaretta. Ha una complessità diversa: chiede di più, ma da in cambio anche di più. Azzardando un paragone, la sigaretta sta alla pipa come un bicchiere di aranciata sta al vino; c&#8217;è dietro un passato, una cultura, una storia.</p>
<p>Termino con un consiglio: a chi voglia avvicinarsi al mondo della pipa, suggerisco di non comprarne solo una, iniziate con due; magari una curva e una media; forme medie, prezzi medi, lunghezze medie; all&#8217;inizio la semplicità paga. Per quanto riguarda i tabacchi: a me piacciono molto le miscele inglesi, e detesto i tabacchi aromatizzati; ma è una mia opinione; in questo campo dovrete sperimentare, e capire cosa vi garba di più. Per l&#8217;accensione: potrebbe essere utile, per chi non sia fosse già esperto, usare accendini che dirigano lateralmente la fiamma, in modo da non rischiare di bruciarvi le dita; ma non sono indispensabili; l&#8217;unica cosa da escludere sono gli accendini a benzina: mai, e dico mai, accendere la pipa (o un sigaro) con un accendino a benzina: sentireste in maniera irreversibile quel saporaccio durante la fumata; solo accendini a gas; e se volete fare proprio gli sboroni provate i fiammiferi; ma preparatevi a sprecarne in quantità industriale&#8230;</p>
<div>
<dl>
<dt><a href="http://www.lepipedellosciamano.com/FumatoriPipe/cary%20grant1.jpg"><img src="http://www.lepipedellosciamano.com/FumatoriPipe/cary%20grant1.jpg" alt="" width="400" height="490" /></a></dt>
<dd>cary grant</dd>
</dl>
</div>
<p>Non abbiate timori: fumare la pipa non è una cosa da élite, ci può riuscire chiunque; basta sapere le regole base, un minimo di impegno all&#8217;inizio, e lei vi regalerà grosse soddisfazioni; per me è diventata una compagna inseparabile, che allieta le mie giornate: mi tiene compagnia mentre leggo, o ascolto musica, ma anche mentre converso con gli altri; provate, e non ve ne pentirete !</p>
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		<title>Pensare o non pensare&#8230;</title>
		<link>http://ribellionedellemasse.wordpress.com/2011/12/01/pensare-o-non-pensare/</link>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 17:59:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ribellionedellemasse</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Troppo spesso si confonde l&#8217;intelligenza col cerebralismo; pensare tanto non vuol dire essere intelligenti. Troppo spesso si accusa il pensiero in sè, affermando che abbia una componente malsana, nociva &#8220;pensi tanto, pensi troppo, dovresti pensare di meno&#8230;&#8221; Sgombriamo il campo da questo equivoco: il pensiero, di per sè, non ha nulla di insano; lo acquisisce [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ribellionedellemasse.wordpress.com&amp;blog=7447710&amp;post=609&amp;subd=ribellionedellemasse&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Troppo spesso si confonde l&#8217;intelligenza col cerebralismo; pensare tanto non vuol dire essere intelligenti.</p>
<p>Troppo spesso si accusa il pensiero in sè, affermando che abbia una componente malsana, nociva &#8220;pensi tanto, pensi troppo, dovresti pensare di meno&#8230;&#8221;</p>
<p>Sgombriamo il campo da questo equivoco: il pensiero, di per sè, non ha nulla di insano; lo acquisisce nel momento in cui diventa &#8220;pensiero per il pensiero&#8221;, pensiero che si avvita su di sè, evitando il riscontro con la realtà effettuale</p>
<p>Quando si parla di personaggi che pensano troppo, in realtà ci riferiamo a personaggi portati alla sega mentale; che tendono ad infilarsi, quindi, in cortocircuiti mentali da cui non escono più facilmente fuori.</p>
<p>quello che accade in personaggi del genere, è che vi sia una sorta di sfiducia nelle proprie capacità di incidere sul reale, oltre che una sorta di rifiuto del principio di realtà; il pensiero viene usato per spiegare il perchè dei fallimenti nel passato, e si tende ad esser convinti che quel che è stato sempre sarà; il cerebralismo si accompagna in genere ad una sorta di sensibilità morbosa, che si poggia spesso su echi e rimandi letterari e cinematografici, che porta ad una paralisi, una impossibilità avvertita dal soggetto stesso di tradurre in azione quel che potrebbe esser cogitato sul piano pensato</p>
<p>se si prova a chiedere spiegazione, in genere avremo in risposta discorsi sul &#8220;male di vivere&#8221; et similia, che in genere servono a rifiutare il collegamento con la realtà, il dire &#8220;ma anche se facessi questo e questo, e ottenessi x e y, starei lo stesso male, perchè la mia è una sofferenza a prescindere da tutto, un soffrire di base che non può esser curato&#8230;&#8221;</p>
<p>un fulgido esempio di questo tipo di sensibilità ce lo offre un celebre sonetto baudelairiano, intitolato il nemico:</p>
<p><em>&#8220;Non fu che fosca tempesta la mia giovinezza,<br />
qua e là solcata da rilucenti soli;<br />
il tuono e la pioggia ne han fatto un  tale strazio<br />
da lasciare nel mio giardino solo qualche vermiglio frutto .</em></p>
<p>Eccomi già all&#8217;autunno delle idee,<br />
è tempo del badile e del rastrello<br />
per rassodare le terre inondate<br />
in cui l&#8217;acqua ha scavato larghe buche come tombe.</p>
<p>E chissà se i fiori nuovi che vagheggio<br />
troveranno, in un suolo lambito come la riva di un fiume,<br />
il mistico limo che li rinvigorirà&#8230;</p>
<p><em>- O dolore,o dolore! Il Tempo si mangia la vita<br />
e l&#8217;oscuro Nemico che ci rode il cuore<br />
cresce e si fortifica del sangue che perdiamo&#8221;<br />
</em></p>
<p>notiamo l&#8217;oscuro nemico alla fine, quel male inconoscibile dal poeta, che lo costringe alla paralisi, al non fare</p>
<p>quello che a mio avviso si deve(si può) tentare di fare, con enormi difficoltà, certamente, per chi si trovi in condizioni del genere, è provare a ristabilire il collegamento col principio di realtà, riappropriandosi della propria capacità di influire sulla realtà; compreso che non siano condannati all&#8217;ignavia, bisogna tentare di agire sui nodi, materiali e concreti, che ci causano dolore, e provare a scioglierli</p>
<p>per fare questo, bisognerebbe anche abdicare all&#8217;idea di specialità di cui sovente ci si ammanta, quell&#8217;idea dell&#8217;io unico, solo e inimitabile, che vede e percepisce cose che, per gli altri stupidi e ingnoranti, sono impossibli da percepire; serve un bel bagno di umiltà che riporti con i piedi per terra</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ribellionedellemasse.wordpress.com/609/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ribellionedellemasse.wordpress.com/609/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ribellionedellemasse.wordpress.com/609/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ribellionedellemasse.wordpress.com/609/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ribellionedellemasse.wordpress.com/609/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ribellionedellemasse.wordpress.com/609/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ribellionedellemasse.wordpress.com/609/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ribellionedellemasse.wordpress.com/609/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ribellionedellemasse.wordpress.com/609/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ribellionedellemasse.wordpress.com/609/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ribellionedellemasse.wordpress.com/609/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ribellionedellemasse.wordpress.com/609/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ribellionedellemasse.wordpress.com/609/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ribellionedellemasse.wordpress.com/609/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ribellionedellemasse.wordpress.com&amp;blog=7447710&amp;post=609&amp;subd=ribellionedellemasse&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Amore, inganno e rivelazione di sè</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Aug 2011 17:40:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ribellionedellemasse</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Parlando di seduzione, andiamo inevitabilmente a parlare di amore; di cos’è, di cosa dovrebbe o non dovrebbe essere. L’atto della seduzione implica il convincere qualcuno a reputarci “amorevoli”, meritevoli d’amore; se renderci tali è un qualcosa che si può arbitrariamente provocare, se ha senso la stessa espressione “conquistare qualcuno”questo pòtrebbe voler dire, in prima istanza, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ribellionedellemasse.wordpress.com&amp;blog=7447710&amp;post=602&amp;subd=ribellionedellemasse&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;">Parlando di seduzione, andiamo inevitabilmente a parlare di amore; di cos’è, di cosa dovrebbe o non dovrebbe essere.</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;">L’atto della seduzione implica il convincere qualcuno a reputarci “amorevoli”, meritevoli d’amore; se renderci tali è un qualcosa che si può arbitrariamente provocare, se ha senso la stessa espressione “conquistare qualcuno”questo pòtrebbe voler dire, in prima istanza, che l’amore che si può provare per qualcuno non è per forza un’affinità elettiva, una scelta che, in realtà, rivela quanto di piu’ profondo ed autentico c’è in noi<br />
C’è un brano esemplare a proposito di Ortega Y Gasset, che prendo dal suo “Scelta in amore”:</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><em><span style="color:#000000;">“<span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;">Ci sono situazioni, circostanze vitali in cui, senza rendersene conto, l’essere umano svela gran parte della sua intimità più decisiva, di quello che autenticamente è. Una di queste situazioni è l’amore. Nella scelta dell’amata l’uomo rivela la propria essenza, così come la donna in quella dell’amato. Il tipo di umanità che mostriamo di preferire nell’altro essere delinea il profilo del nostro cuore”</span></span></span></em></p>
<p align="LEFT"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;">Se così è, e stiamo dicendo che l’amore svela una parte essenziale di noi stessi, il pensare che si possa indurre in qualcuno amore per la nostra persona, mercè tecniche e strategie, sembrerebbe implicare che questo amore è non autentico, è un inganno, è dovuto al fumo negli occhi che gettiamo grazie alle arti seduttive. E che quindi il vero amore nasca da solo e senza forzature, come un fiore di campo, come l’arcobaleno dopo la pioggia: da sé, senza interventi della volontà, di nessuno dei due.<br />
Siamo, a mio avviso, di fronte ad un mito della contemporaneità: </span></span></span><strong><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;">la mistica della sincerità.</span></span></span></strong><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;"><br />
Si sceglie una persona per quello che è, non per l’immagine artefatta che lui è riuscito a farci pervenire (pensando sopratutto che ci si possa spacciare per diversi da quello che siamo)</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;">Per quanto vecchio di 2500 anni, il mito platonico dell’androgino segato in 2 da Zeus a causa della sua Hybris, della sua tracotanza, è più che mai vivo e vegeto: molti hanno la pretesa d’affermare che esistono persone destinate in qualche modo l’una all’altra; e che, a prescindere da strategie, tattiche e quant’altro, nel momento dell’incontro, esse si “sapranno riconoscere”; riconosceranno nell’altro la metà mancante della “mela originaria”; se pensiamo l’eros in questo modo, come riconquista della nostra parte perduta, è chiaro che non c’è proprio spazio per la conquista di chi non ci sia già destinato; bisogna sol sperare di trovare il nostro complementare.</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;">Chi sostiene questa posizione, ha spesso la pretesa d’affermare che, se i due, al momento dell’incontro, non si prendono, non si riconoscono, allora “non era destino”, “non erano fatti per stare insieme”<br />
Convincere qualcuno ad amarci, convincere qualcuno, che non sia in realtà la nostra metà complementare, significa ingannarlo.</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;">Ed è precisamente questa l’idea che si continua ad avere della seduzione: l’arte dell’inganno. Lo stesso Don Giovanni è il personaggio dell’inganno, del travestimento, delle maschere. Come dice molto bene Umberto Curi :<br />
</span></span></span><em><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;">“Don Giovanni – questo, per esempio sia nella versione di Molière, che soprattutto nella versione di Mozart e Da Ponte – ama travestirsi [...]il modello del seduttore seduce solo a condizione di apparire diverso da come è, seduce soltanto travestendosi e, quindi, come se non fosse sicuro del proprio aspetto per poter essere un seduttore [...]Don Giovanni per indurre Zerlina a compiacere ai suoi desideri, gli deve promettere ciò che poi egli non ha nessuna intenzione di mantenere, cioè promette a Zerlina di sposarla. Anche questo è un travestimento”</span></span></span></em></p>
<p align="LEFT"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;">Una cosa che in pochi sono disposti a riconoscere è che tutti ingannano (chi volendolo, chi non volendolo); ed il campo amoroso è il territorio eletto dell’inganno; i maschi ingannano, siano essi latin lover, o sfigati totali. E, soprattutto, le femmine ingannano; il trucco, l’abbigliamento, il fare ritroso, le strategie, non costituiscono forse l’essenza del comportamento femminile? La loro suprema preoccupazione non è quella di piacere ad ogni costo, curando meticolosamente il loro apparire, al fine di poter accalappiare il tipo che le piaccia? Non sono educate a far questo da sempre? Di cosa parlano le riveste femminili se non di questo?<br />
Come ben dice Carmelo Bene nella sua autobiografia:</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><em><span style="color:#000000;">“<span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;">qualunque donna, civettando di un lutto appena accaduto o di Immanuel Kant, estrarrà all’improvviso dalla trousse un po’ d cipria, del rossetto,schiuderà uno specchiettino e comincerà scimmiescamente a pittarsi [...] è il trucco di che consistono; credono di restaurare la facciata, invece sprofondano nel nulla”</span></span></span></em></p>
<p align="LEFT"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;">Che dire invece del Lucien de Rubembrè delle Illusioni perdute (Balzac), il quale </span></span></span><em><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;">“non poteva immaginare il cambiamento prodotto da una sciarpa al collo, un abito grazioso, una pettinatura elegante nella persona di Louise”</span></span></span></em><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;">, rimanendo del tutto sorpreso di fronte alla metamorfosi della donna, che non a caso gli </span></span></span><em><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;">“appare irriconoscibile”</span></span></span></em><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;">?</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;">Cambiamo per un secondo prospettiva, e leggiamo cosa scrive Francesco Alberoni:</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><em><span style="color:#000000;">“<span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;">L’innamoramento rende timidi, rispettosi, adoranti. Il ragazzo innamorato perciò prova orrore vedendo che la sua amata gli preferisce uno che non l’ama ma è brillante, sbruffone, sa farla ridere, divertire. E la ragazza innamorata resta allibita vedendo che l’uomo più forte, più intelligente cede di fronte alle moine, ai vezzi, alla seduzione sessuale di donne mediocri ma spregiudicate.<br />
Così nel profondo del loro cuore tanto i maschi come le femmine temono che l’amore profondo, vero, sincero sia pericoloso perché l’altro è sensibile solo all’artificio, alla manipolazione. Questa paura spinge tutti e due a studiare l’arte della seduzione. Con essa imparano a recitare per ottenere i loro scopi”</span></span></span></em></p>
<p align="LEFT"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;">Oltre a metter in evidenza la necessarietà di certi inganni, questo brano mostra che, là dove dovremmo essere più onesti, più noi stessi, cioè nel momento in cui amiamo, là in realtà non riusciamo a mostrarci per quel che siamo; preda del sentimento, e della paura di dis-piacere l’altro, diventiamo questa volta sul serio artefatti, incoerenti, goffi; l’amore sembrerebbe quindi una paralisi, una castrazione dell’agire, una deformazione ed una alterazione, in genere peggiorativa, di noi stessi.</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;">Ultimo punto, quello dove volevo arrivare: ma siamo sicuri che manipolare, alterare e mentire, costituiscano una reale mancanza di sincerità? Voglio dire, siamo certi che dire cagate a tutto spiano impedisca a chi ci sta di fronte di coglierci, di capire chi si trova davanti? Di afferrare la cifra personale della persona che ci si propone?Siamo davvero certi che una parola fasulla, o un aspetto alterato, impedisca all’altro di riconoscerci?<br />
Fin qui abbiamo presupposto il concetto di sincerità; abbiamo dato il suo significato per scontato, intendendolo nel senso di “aderenza tra pensiero interno e comportamento, e sopratutto con la parola esterna; si è sinceri nel momento in cui si dice quel che si pensa; si è sinceri quando non c’è inganno perpetrato ai danni dell’altro”<br />
Io non credo sia realmente valida una definizione del genere: ritengo che le persone fin troppo spesso si autoingannano, e pensano cose non realmente loro, cose non in accordo con la loro natura profonda. Ma non per questo diremo di trovarci di fronte a dei truffatori.</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;">Il mio pensiero, quello che ritengo al momento, è che l’unica vera autenticità non risieda nei pensieri, nelle parole, ma nello stile: <span style="text-decoration:underline;">più importante di quel che si dice, è il come lo si dice</span>; più importante del pensiero conscio di una persona, è quel quid non razionalizzabile di una persona, quella sorta di cifra personale che, dinanzi ad una persona, e parlando di quella persona, ci consente di dire: si, è proprio lui<br />
La mia idea è che, a dispetto di paradossi, ironie, menzogne, e quanto altro, nella parola e nell’azione, al di là delle intenzioni, l’agente rivela se stesso; e questo perchè le persone, allo stesso modo in cui Giovanni Morelli * riconosceva l’autenticità delle opere d’arte dai più piccoli dettagli, come le orecchie, le unghia delle mani ecc, così le persone si rivelano nei dettagli: in un sorriso, in un sopracciglio inarcato, in un dato gesto della mano, o in una oscillazione del piede; è in tutti queste piccole cose, molto più che in quello che noi crediamo di sorvegliare e controllare, che viene fuori chi siamo</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;">La rivelazione di sé è quindi un fenomeno che va al di là della nostra volontà: ci si rivela, e questo a prescindere da quel che noi si faccia, a prescindere da quel che noi si dica</span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Suddenly</title>
		<link>http://ribellionedellemasse.wordpress.com/2011/07/27/suddenly/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 Jul 2011 13:47:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ribellionedellemasse</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[I used to think that love was just a fairy tale Until that first hello until that first smile But if I had to do it all again I wouldn&#8217;t change a thing Cause this love is everlasting Suddenly life has new meaning to me There&#8217;s beauty up above and things we never take notice [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ribellionedellemasse.wordpress.com&amp;blog=7447710&amp;post=600&amp;subd=ribellionedellemasse&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://ribellionedellemasse.wordpress.com/2011/07/27/suddenly/"><img src="http://img.youtube.com/vi/BkALTprqCM0/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p>I used to think that love was just a fairy tale<br />
Until that first hello until that first smile<br />
But if I had to do it all again I wouldn&#8217;t change a thing<br />
Cause this love is everlasting</p>
<p>Suddenly life has new meaning to me<br />
There&#8217;s beauty up above and things we never take notice of<br />
You wake up suddenly you&#8217;re in love</p>
<p>Girl you&#8217;re everthing a man could want and more<br />
One thousand words are not enough to say what I feel inside<br />
Holding hands as we walk along the shore<br />
Never felt like this before now you&#8217;re all I&#8217;m living for</p>
<p>Each day I pray this love affair would last forever</p>
<p>There&#8217;s beauty up above and things you never take notice of<br />
You wake and suddenly you&#8217;re in love</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ribellionedellemasse.wordpress.com/600/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ribellionedellemasse.wordpress.com/600/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ribellionedellemasse.wordpress.com/600/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ribellionedellemasse.wordpress.com/600/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ribellionedellemasse.wordpress.com/600/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ribellionedellemasse.wordpress.com/600/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ribellionedellemasse.wordpress.com/600/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ribellionedellemasse.wordpress.com/600/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ribellionedellemasse.wordpress.com/600/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ribellionedellemasse.wordpress.com/600/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ribellionedellemasse.wordpress.com/600/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ribellionedellemasse.wordpress.com/600/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ribellionedellemasse.wordpress.com/600/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ribellionedellemasse.wordpress.com/600/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ribellionedellemasse.wordpress.com&amp;blog=7447710&amp;post=600&amp;subd=ribellionedellemasse&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Il bravo ragazzo</title>
		<link>http://ribellionedellemasse.wordpress.com/2011/07/26/il-bravo-ragazzo/</link>
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		<pubDate>Tue, 26 Jul 2011 20:50:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ribellionedellemasse</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Una delle cose che più spesso si leggono in giro, ma che vengono dette con una certa insistenza anche a livello di parlato comune, è che il bravo ragazzo non piace alle femine; a queste invece piace il cattivo ragazzo, il bad boy, o per dirla all&#8217;italiana, alle femine piacciono gli stronzi. La rete pullula [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ribellionedellemasse.wordpress.com&amp;blog=7447710&amp;post=596&amp;subd=ribellionedellemasse&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una delle cose che più spesso si leggono in giro, ma che vengono dette con una certa insistenza anche a livello di parlato comune, è che il bravo ragazzo non piace alle femine; a queste invece piace il cattivo ragazzo, il bad boy, o per dirla all&#8217;italiana, alle femine piacciono gli stronzi.</p>
<p>La rete pullula di consigli su come ci si dovrebbe comportare; consigli che alle volte possono essere anche giusti; estrapolo una vaga caratterizzazione da un articoletto trovato in rete:</p>
<p><em>&#8221; in generale una cosa da non fare è assecondarle sempre e a prescindere;</em></p>
<p>Il bravo ragazzo, colui che dice sempre sì, che cerca sempre di fare quello che dice la sua donna o compagna, manca di virilità, non è abbastanza uomo e non crea interesse.</p>
<p>La donna ama vedere nel suo uomo colui che ha il controllo del rapporto, che è sicuro di sé, capace di criticare e di discutere una scelta e soprattutto l’uomo deve essere capace di prendere le decisioni&#8221;</p>
<p>Ok. Le cose dette qui sopra sono anche giuste. Ma quello che non trovo in giro è una vera caratterizzazione del bravo ragazzo; chi è sto diavolo di bravo ragazzo? come ci diventa? e quali sono i motivi del suo scarso successo con le femine?</p>
<p><strong>Chi è il Mr Nice Guy?</strong></p>
<p>Sgombriamo il campo da una prima affermazione fasulla: non è affatto vero che le femine vogliono uno stronzo, se per stronzo si intende un tipo che si comporta male, inaffidabile, scorbutico, menefreghista, e tutto fuorchè gentile. Chi consigli ad un presunto bravo ragazzo di iniziare a trattar male le femine al fine di conquistarle, da un consiglio clamorosamente sbagliato; ed è sbagliato perchè si rimane ad un livello di superficie, di meri comportamenti, e non si indaga cosa ci sia al di sotto.</p>
<p>Altra precisazione: il diventare nice guy non è un rischio di qualsiasi maschio; i nice guy in genere sono maschi sensibili, dall&#8217;animo romantico e gentile; il padre del nice guy ha di solito caratteristiche opposte: sarà un tipo pratico, deciso, un po&#8217; rozzo, che non ci va troppo per il sottile (tenete a mente questo particolare)</p>
<p>Proponiamo una prima definizione: il nice guy è un ragazzo la cui psiche è alleata con la madre, ed è contro il padre. C&#8217;è chiaramente il complesso di edipo in questa caratterizzazione (ma dove non ci sta edipo? LOL) ma non mi avventuro in disamine di edipo, ci porterebbe troppo lontano (oltre a non esser titolato per una dissertazione in merito)</p>
<p>La psiche di un adolescente è labile, malleabile e sopratutto ambivalente: il nostro bravo ragazzo si ritrova, non certo per scelta, ad allineare la sua pische lungo le coordinate della psiche feminile. Si identifica con questa, si identifica con la madre, e tipicamente, nei litigi genitoriali, prende le parti della madre (anche se magari esteriormente non lo dà a vedere) e soffre quando il padre fa soffrire la madre.</p>
<p>La madre del nostro nice guy è quella che in genere si definisce <em>madre castrante</em>: in genere è una femina molto apprensiva, che tenta costantemente di tenere il figlio alla larga dai pericoli, lontano dai rischi, in una idelae campana di vetro che lo protegga sempre; ha sempre paura per lui, e tenta di tenerlo lontano da quello che per lei è uno dei principali pericoli: gli altri maschi! Quelli brutti sporchi e cattivi, che stanno in mezzo alla strada, che si scazzottano per un nulla, che sbagliano, si fanno male, che spesso fanno cazzate.</p>
<p>La madre tenta in tutti i modi di far capire al figlio che quello è un modello di maschilità sbagliato (come è sbagliato il modello di maschilità rappresentato dal padre); lui deve esser diverso, lui non deve far soffrire le femine, e in primo luogo non deve far soffrire lei, la madre, la principale delle femine.</p>
<p>Ripeto: psiche alleata col feminile, ed esclusione indotta dalla comunità maschile, dalla comunità dei pari di sesso maschile. Il bravo ragazzo di solito non si trova bene con i suoi pari, li trova stupidi, imbecilli, mancanti di profondità (tutte cose che in genere pensano le femine  ).</p>
<p>Rifiutando come sbagliato il mondo del padre, il nostro si trova senza modelli cui attingere, e si sviluppa lungo coordinate tipicamente feminili: sarà un tipo generalmente timido, che non si espone, che non corre inutili rischi, un po&#8217; pauroso, indeciso e vagamente contemplativo più che uno votato all&#8217;azione (tutte caratteristiche che, come vedete, non giocano un gran bel ruolo in ambito seduttivo).</p>
<p>Sarà uno che avrà incorporato il monito del non far soffrire le femine, e che prima di ogni cosa, prima di ogni mossa verso una femina, istintivamente si chiede: e se poi lei ci rimane male? non sarà mica sbagliato quello che sto facendo? vedendo così  in ogni femina una proiezione della madre, ed in se medesimo un padre diverso, gentile, che questa volta non la farà soffrire.</p>
<p>Sarà un maschio esitante, non centrato sulla propria maschilità (qualcuno direbbe senza palle); che prima di ogni mossa chiederà il permesso, che deve sempre sentirsi validato, che necessita dei permessi per andare avanti. Un maschio terribilmente indeciso ed imbelle, una sorta di maschio-femina, ideale per lunghe conversazioni, un amico fantastico, ma che non stimola l&#8217;erotismo manco di una ninfomane.</p>
<p>Le femine cercano un uomo, uno che si possa prender cura di loro e di una eventuale prole, non un moccioso, uno ancora legato a doppia mandata alla madre. Uno capace di prendere decisioni in base a proprie valutazioni, e di tener fede a quelle una volta che siano state prese. Il nostro è del tutto alieno da tutto ciò.</p>
<p><strong>I rimedi</strong></p>
<p>Come si esce da questa situazione? in primo luogo bisogna staccarsi dalla madre; e parlo di psicologia, che si può avere benissimo 30 anni, lavoro e tutto quanto, ma persistere nella caratterizzazione su descritta. Bisogna emanciparsi: la mamma va sicuramente ascoltata, perchè ci vuole bene; ma non decide lei; si ascolta, ma poi si fa quel che noi troviamo più giusto per noi. Il cordone ombelicale va rescisso una volta per tutte, e all&#8217;inizio può esser utile essere un tantino bruschi; lei non capirà, ma fa nulla. E&#8217; per il vostro bene.</p>
<p>Una volta che ci si sia disallineati dalle coordinate feminili, tocca allinearsi una volta per tutte su quelle maschili; Risè parlerebbe di centrarsi sul proprio fallo (in senso metaforico&#8230;); bisogna pian piano ricentrarsi su noi stessi e sulla nostra maschilità, il che vorrà dire un percorso vero e proprio di scoperta di quel che vuol dire esser maschi (questa cosa così bistrattata al giorno d&#8217;oggi&#8230;)</p>
<p>Può esser utile il ricominciare a frequentare attivamente maschi che facciano cose da maschi (non ricchionazzi quindi); lo sport quindi può esser molto utile: la competizione e l&#8217;apprendere lo spirito di squadra sono ambedue caratteristiche importanti per la psiche maschile.</p>
<p>Va più che bene il trovare dei punti di riferimento, dei maschi adulti da cui apprendere ed imparare per via imitativa. Poi chiaro, ogni caso fa storia a sè, io do indicazioni di massima, poi sta a voi.</p>
<p>Ma la cosa essenziale, e che va fatta il prima possibile, è l&#8217;abbattimento (mateforico cazzo, non vi sto suggerendo di comprarvi una motosega  ) della madre castrante: non siete più dei bambocci, non dipendete da lei (anche se finanziariamente magari si), e siete voi a decidere, non lei.</p>
<p>p.s è palese che io stesso ero uno dei più limpidi esempi di nice guy, e non credo di esserne ancora uscito al 100%; ma il prenderne consapevolezza è il primo necessario step</p>
<p>buona fortuna</p>
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		<title>Buttare a terra gli altri per sentirsi più fighi</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jul 2011 15:49:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ribellionedellemasse</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Viviamo in un periodo di grosse insicurezze; personali in primo luogo, ma anche sociali in senso lato; c&#8217;è aria di crisi, non si trova lavoro, sembra tutto difficile, sembra che tutti ce l&#8217;abbiano e congiurino contro di noi per non farci raggiungere quello cui agognamo. In un clima del genere è palese che l&#8217;autostima delle [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ribellionedellemasse.wordpress.com&amp;blog=7447710&amp;post=586&amp;subd=ribellionedellemasse&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Viviamo in un periodo di grosse insicurezze; personali in primo luogo, ma anche sociali in senso lato; c&#8217;è aria di crisi, non si trova lavoro, sembra tutto difficile, sembra che tutti ce l&#8217;abbiano e congiurino contro di noi per non farci raggiungere quello cui agognamo.</p>
<p>In un clima del genere è palese che l&#8217;autostima delle persone, specie per quelle il cui percorso di maturazione personale/professionale sia ancora lungi dal potersi considerare completato, non sia delle più elevate.</p>
<p>Queste persone vivono così costantemente nel terrore che qualcuno le additi come inferiori, come peggiori, come meno valevoli; il mezzo, psicologicamente più spicciolo, per ovviare a questo pericolo è passare da vittime a carnefici: gli altri mi danno/hanno dato del coglione? benissimo, io non sarò da meno, e non mi lascerò sfuggire occasione per distruggere gli altri, per smontarli, per dar loro dei buffoni, dei coglioni, degli inetti, e dei falliti.</p>
<p>Il meccansimo non è troppo dissimile dalla catena delle urla nella puntata 3&#215;15 di How I Met Your Mother (The chain of screaming <a href="http://videourls.com/?d=I55COYYM">http://videourls.com/?d=I55COYYM</a> ).</p>
<p>La legge spiega che <strong>se un superiore urla contro qualche inferiore è perché questo superiore è stato oggetto, a sua volta, di urla di parte di un suo  superiore.</strong></p>
<p>In sostanza, tutti urlano contro qualcuno, il più forte (o quello che in quel momento è tale a seconda dei rapporti di forza) sfoga le sue frustazioni sul più debole, e così a oltranza, con una quantitativo incredibile di merda che gli uni buttano sugli altri.</p>
<p>La cosa è simile, ma non identica a quella che dico, perchè quello a cui penso io è gente che non si sfoga in virtù di rapporti lavorativi capo/dipendente, ma semplicemente tenta di incrementare il proprio valore (in primo luogo ai propri occhi, in secondo luogo agli occhi di chi guarda) buttando merda su chi ci si trova di fronte, cercando di risaltare non perchè io sono una persona di valore superiore al tuo (ma entrambi siamo persone di valore), ma un po&#8217; come ha fatto la sinistra negli ultimi 20 anni, cercando di convincere gli elettori a votare per loro perchè il berlusca è una merda, un mafioso, un puttaniere, un ladro, un corrotto ecc ecc; se l&#8217;altro non vale nulla, automaticamente noi saliamo,e ci sentiamo più fighi.</p>
<p>Bene. Quando vi capiterà, ricordatevi che chi si comporta così è un insicuro bestiale; non ha nessun modo di sentirsi pago, fiero di quello che è se non buttare merda su chi gli capita a tiro; è il suo unico modo, l&#8217;unica rivalsa che la vita gli consente. Quindi avete 2 possibilità: rissarci (che per farsi 2 risate può anche andar bene all&#8217;occorrenza), sorridere e far finta di nulla, la vita già lo ha punito e lo punirà a sufficienza senza dobbiate contribuire anche voi. Avete di fronte un fallito, un perdente dentro, che dentro di lui cova questo stesso tarlo: sono o non sono anche io uno sfigato di merda? e proietta costantemente questa immagine interna sugli altri</p>
<p>Compatitelo, è un poveraccio; e se per caso le offese che vi lancerà giungeranno al bersaglio, beh è perchè voi stessi siete scoperti, avete delle falle, e che lui ve lo dica o meno quelle falle rimangono. ovviate a quelle falle per voi stessi, non perchè uno spastico del cazzo ve le rinfaccia.</p>
<p>Cambia un cazzo comunque, e il tipo rimane un poveraccio: una persona seria, non distrutta dall&#8217;invidia e dalla gelosia non sentirà nessun bisogno di colpire i vostri punti deboli, sopratutto se non gli avete mai fatto un cazzo di male.</p>
<p>Quindi o li ignorate, oppure sfanculateli nel più breve tempo possibile, non meritano un cazzo; non è questa la gente di cui vi serve contorniarvi.</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://ribellionedellemasse.wordpress.com/2011/07/21/buttare-a-terra-gli-altri-per-sentirci-piu-fighi/"><img src="http://img.youtube.com/vi/yQVCWNgkDwM/2.jpg" alt="" /></a></span>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ribellionedellemasse.wordpress.com/586/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ribellionedellemasse.wordpress.com/586/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ribellionedellemasse.wordpress.com/586/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ribellionedellemasse.wordpress.com/586/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ribellionedellemasse.wordpress.com/586/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ribellionedellemasse.wordpress.com/586/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ribellionedellemasse.wordpress.com/586/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ribellionedellemasse.wordpress.com/586/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ribellionedellemasse.wordpress.com/586/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ribellionedellemasse.wordpress.com/586/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ribellionedellemasse.wordpress.com/586/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ribellionedellemasse.wordpress.com/586/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ribellionedellemasse.wordpress.com/586/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ribellionedellemasse.wordpress.com/586/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ribellionedellemasse.wordpress.com&amp;blog=7447710&amp;post=586&amp;subd=ribellionedellemasse&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Amare vuol dire accettare di invecchiare insieme</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jul 2011 13:02:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ribellionedellemasse</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Un tempo credetti di aver toccato il fondo del dolore : eppure no ; si può arrivare più in là : e oltre questo ultimo termine c’è una felicità splendida e sterile. Guardami. (Cesonia si volge a lui). Io rido, Cesonia, quando penso che per anni ed anni Roma ha evitato di pronunciare il nome di Drusilla. Perché, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ribellionedellemasse.wordpress.com&amp;blog=7447710&amp;post=583&amp;subd=ribellionedellemasse&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">Un tempo credetti di<br />
aver toccato il fondo del dolore : eppure no ; si può<br />
arrivare più in là : e oltre questo ultimo termine c’è una<br />
felicità splendida e sterile. Guardami. (Cesonia si volge a lui). Io<br />
rido, Cesonia, quando penso che per anni ed anni Roma ha evitato di<br />
pronunciare il nome di Drusilla. Perché, capisci ?, Roma per<br />
anni ed anni è vissuta in questo errore. L’amore non mi basta :<br />
l’ho capito allora. E questo capisco oggi quando ti guardo. Amare<br />
una persona vuol dire accettare d’invecchiare con lei. Di questo<br />
amore io non sono capace. Una Drusilla vecchia sarebbe stata molto<br />
peggio di una Drusilla morta. Si crede che un uomo soffra perché un<br />
giorno gli muore quella che ama. No ; la sua vera pena non è<br />
così futile : la vera pena è di accorgersi che neanche il<br />
dolore dura ;  e che, allora, neanche il dolore ha più un<br />
senso. Vedi ? Non avevo scuse. Neanche l’ombra di un amore né<br />
l’amarezza della malinconia. Non ho alibi. Ma oggi eccomi già più<br />
libero di qualche anno fa : liberato come sono, oggi, dal<br />
ricordo e dall’illusione. (Ride d’un riso appassionato). Io so<br />
che nulla bsta. Sapere questo ! Solo in due o tre nella storia,<br />
abbiamo fatto questa esperienza e raggiunto questa felicità demente</span></span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ribellionedellemasse.wordpress.com/583/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ribellionedellemasse.wordpress.com/583/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ribellionedellemasse.wordpress.com/583/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ribellionedellemasse.wordpress.com/583/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ribellionedellemasse.wordpress.com/583/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ribellionedellemasse.wordpress.com/583/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ribellionedellemasse.wordpress.com/583/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ribellionedellemasse.wordpress.com/583/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ribellionedellemasse.wordpress.com/583/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ribellionedellemasse.wordpress.com/583/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ribellionedellemasse.wordpress.com/583/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ribellionedellemasse.wordpress.com/583/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ribellionedellemasse.wordpress.com/583/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ribellionedellemasse.wordpress.com/583/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ribellionedellemasse.wordpress.com&amp;blog=7447710&amp;post=583&amp;subd=ribellionedellemasse&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Impossibilità</title>
		<link>http://ribellionedellemasse.wordpress.com/2011/07/11/impossibilita/</link>
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		<pubDate>Mon, 11 Jul 2011 22:24:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ribellionedellemasse</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Io non capirò mai l&#8217;etica del seduttore alla kierkegaard, quello che si compiace di conquistare le donne, di sapere di possederle nel senso di occupare la loro mente, i loro pensieri, e questo è tutto ciò che cerca; che poi, questi suoi pensieri li puoi intuire, ma non li vivrai mai in prima persona; è [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ribellionedellemasse.wordpress.com&amp;blog=7447710&amp;post=578&amp;subd=ribellionedellemasse&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io non capirò mai l&#8217;etica del seduttore alla kierkegaard, quello che si compiace di conquistare le donne, di sapere di possederle nel senso di occupare la loro mente, i loro pensieri, e questo è tutto ciò che cerca; che poi, questi suoi pensieri li puoi intuire, ma non li vivrai mai in prima persona; è sempre una realtà riflessa, della quale tu vieni a conoscenza per via indiretta, grazie a dei suoi gesti, a dei suoi segnali; magari lei nel tempo si ritroverà a pensare a te, penserà a quando l&#8217;hai conosciuta, a quello che le hai detto, a dove stavate, avrà un bel ricordo di te; magari ne parlerà anche con altri, e sarai oggetto di discorsi, di riflessioni ecc&#8230;ma il punto è:</p>
<p><strong>che cosa diavolo me ne frega a me?</strong></p>
<p>lei è sedotta, è conquistata; e poi, per motivi contingenti, per cause esterne ed indipendenti da ogni volontà, la cosa non può avere l&#8217;esito normale, la naturale evoluzione d&#8217;un rapporto d&#8217;attrazione reciproca; e dico, a me cosa me ne viene?</p>
<p>non me ne viene un cazzo, se non banali e fuorvianti momenti di autocompiacimento, svaniti i quali rimpiombo nell&#8217;usuale solitudine; brevi contatti con un altro mondo, ti trovi per qualche istante sulla soglia di un altro universo, ma questo poi subito si richiude; tristezza e delusione, questo è quel che ne consegue; triste storia, davvero una triste storia&#8230;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ribellionedellemasse.wordpress.com/578/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ribellionedellemasse.wordpress.com/578/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ribellionedellemasse.wordpress.com/578/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ribellionedellemasse.wordpress.com/578/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ribellionedellemasse.wordpress.com/578/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ribellionedellemasse.wordpress.com/578/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ribellionedellemasse.wordpress.com/578/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ribellionedellemasse.wordpress.com/578/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ribellionedellemasse.wordpress.com/578/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ribellionedellemasse.wordpress.com/578/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ribellionedellemasse.wordpress.com/578/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ribellionedellemasse.wordpress.com/578/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ribellionedellemasse.wordpress.com/578/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ribellionedellemasse.wordpress.com/578/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ribellionedellemasse.wordpress.com&amp;blog=7447710&amp;post=578&amp;subd=ribellionedellemasse&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Del gallismo (o del dovere di mostrarsi sessualmente iperattivi)</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Jul 2011 16:54:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ribellionedellemasse</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Nei paesi del sud il viso maschile è improntato a una  fierezza particolare, nella quale par di vedere un qualcosa di vermiglio. Cagione di questa fierezza non è l&#8217;esser stati buoni, veritieri, generosi, onesti, mansueti, giusti o misericordiosi, ma il sentirsi o immaginarsi bravi nelle faccende amorose&#8221; I piaceri del gallismo consistenti nel credersi forniti [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ribellionedellemasse.wordpress.com&amp;blog=7447710&amp;post=574&amp;subd=ribellionedellemasse&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Nei paesi del sud il viso maschile è improntato a una  fierezza particolare, nella quale par di vedere un qualcosa di vermiglio. Cagione di questa fierezza non è l&#8217;esser stati buoni, veritieri, generosi, onesti, mansueti, giusti o misericordiosi, ma il sentirsi o immaginarsi bravi nelle faccende amorose&#8221;</em></p>
<p><em>I piaceri del gallismo consistenti nel credersi forniti di una veemenza superiore al normale, arrossano le orecchie degli uomini del sud [...] E&#8217; inutile dire che i piaceri del gallismo non consistono tanto nell&#8217;usare questa forza gagliarda, quanto nel credere di possederla e nel confondere a tal punto le carte dei ricordi, spesso poveri e meschini, da combinare a se stessi uno strano passato pieno di successi con le donne</em></p>
<p><em>I piaceri del gallismo comportano una particolare dignità ed uno strano senso dell&#8217;onore. Un padre si metterà le mani nei capelli se verrà a sapere che al figlio non piacciono le donne. La dignità maschile della famiglia verrà colpita al cuore, tremeranno nelle tombe e sulle pareti di casa i ritratti gallici di tutti gli antenati, se l&#8217;ultimo rampollo avrà dichiarato che non si sente bravo nelle faccende amorose. Perdio..Come..E&#8217; mai possibile? dirà il padre. Ma se io ai miei tempi&#8230;e anche ora del resto&#8230;E qui ne inventerà di tutti i colori&#8221; </em></p>
<p><em>Vitaliano Brancati</em></p>
<p>I romanzi di Brancati esplicitano in forma narrativa, quindi più potente, quello che qui dice in termini razionali; il bell&#8217;antonio, volto in film da Bolognini, è il massimo esempio di questo fenomeno: una società basata sulla donna, o meglio, basata sul &#8220;discorrere in continuazione della donna&#8221;; questo porta una particolare pressione sulle spalle maschili, soverchiate dalla necessità di riuscire; con qualunque femmina, purchè si riesca; è il solito discorso del maschio virile, sessualmente sempre pronto, disponbile, una macchina da sesso; non importa chi sia lei, lui deve sempre esser funzionante.</p>
<p>Come si dice nel don giovanni di mozart:</p>
<p><em>Se sia brutta, se sia bella; </em><br />
<em>Purché porti la gonnella, </em><br />
<em>Voi sapete quel </em><br />
<em>che fa.</em></p>
<p>il dovere quindi, piuttosto del piacere di stare colle femmine, perchè lo stesso andare a cercare femine non è indirizzato direttamente a loro, ma a chi ci guarda; in sostanza si collega il valore di un maschio a quanto successo questo riscuota col sesso feminile; una società del pettegolezzo, in cui le chiacchere contano più dei fatti, e che gli altri ci sappiano trombatori più del fatto che noi si trombi (ed in cui quindi barare, mentire, ingigantire è la regola all&#8217;ordine del giorno). L&#8217;idea che gli altri si fanno, più dei fatti.</p>
<p>Si capisce che il pericolo supremo nascosto dietro tutto ciò è l&#8217;impotenza: supremo spettro del mondo maschile, affrontato forse per la prima volta, giocando finalmente a carte scoperto, nel Bell&#8217;Antonio</p>
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		<title>Little green bag</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jun 2011 21:34:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ribellionedellemasse</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ribellionedellemasse.wordpress.com&amp;blog=7447710&amp;post=572&amp;subd=ribellionedellemasse&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://ribellionedellemasse.wordpress.com/2011/06/28/little-green-bag/"><img src="http://img.youtube.com/vi/aTOVcREgDZ0/2.jpg" alt="" /></a></span>
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