Il rimorchio, le femine e la fotosintesi clorofilliana

Pubblicato il giugno 2, 2011

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Mi sono ritrovato in questi giorni a pormi una domanda: perchè ho sentito e sento l’esigenza di andare a rimorchiare le femine?

La cosa nasce alcuni anni or sono, ma comunque tardi rispetto al sopravvenire delle normali pulsioni che dovrebbero portare a desiderare di avere delle tipe con cui scopare. La mia esigenza nasce da un fattore mentale più che fisico, ed è la dalla pressione esterna. Mi spiego meglio.

A 14 anni ebbi la mia prima esperienza con una ragazza; non nel senso che me la sono scopata, ma nel senso che ci fu il primo approccio al mondo feminile, visto in quanto feminile; di fatto ci provai con una tipa, era carina, in quel periodo più o meno tutti ci provavano con qualcuno e, sull’onda di questa “moda” nella mia classe dell’epoca, decisi di fare un tentativo; le cose inizialmente andarono bene, ma subito dopo il successo si tramutò in disfatta (il motivo non l’ho mai saputo, ho immaginato delle cose ma la realtà chissà quale è stata…); fatto sta, l’episodio mi segnò, e per qualche motivo mi convinsi che le femine non erano affar mio, e che lo sarebbero diventate in un futuro non ben definito, quando avrei (probabilmente per virtù dello spirito santo) acquisito i superpoteri, tali che potessi provarci con le femine

le femine quindi vennero, apparentemente e a livello conscio, rimosse dai miei pensieri; le mie energie interiori, a partire da quel periodo si riversarono sulla musica (e come studio della chitarra e come ascolto) e negli studi umanistici (per chiama ama freud, questo è il più tipico esempio di sublimazione delle energie sessuali)

Chiaramente non potevo eliminare da me stesso le normali pulsioni che ovviamente abitano dentro un normale ragazzo; che quindi esistevano, ma sottotraccia; erano, come dire, da me bellamente ignorate; persino quando mi innamorai di una tipa, non ne volevo proprio sapere di ammetterlo, in primis con me stesso; trovavo disdicevole il fatto di provare tali sentimenti, convinto che a me quelle cose non succedessero.

Andiamo avanti. Iniziai a realizzare la necessità di procurarmi qualche femina quando mi resi conto che non avere femine ti faceva essere uno sfigato; i fighi scopano, quelli che non scopano non sono fighi. Questo incise, ma per diciamo un 30%; di questo tipo di pressione sociale riuscivo abbastanza a fottermene, stante il mio misantropismo totale e assoluto dellì’epoca, che mi portava a disprezzare gli altri (o la quasi totalità degli altri), in quanto trogloditi a mala pena in grado di contare fino a 5 (un po’ mi sono ravveduto, ma in fondo manco troppo…)

L’altra grossa componente esterna fu la pressione parentale, nelle vesti non di mio padre ma di mio XXX, con cui ho sempre avuto un rapporto di amore/odio, imitazione/rifiuto; ho preso molto da lui, e mi sono sempre sentito in competizione con lui. Fatto sta che col tempo divenne più pressante nei miei confronti sul lato femine, e io, che non avevo femine tra le mani, mi sentivo sempre più una merda, un perdente, una nullità; e ci stavo da cani. Mi ricordo delle telefonate allucinanti in cui iniziavo a sudare solo perchè mi chiedeva se avessi femine tra le mani, e quando dopo mille giri di parole veniva fuori che no, cristo re, non ce ne avevo, e lui iniziava a decantare l’estrema facilità di trovare femine; il che mi faceva sentire ancora di più un mongoloide decerebrato e impotente…

La vera spinta a provarci con le femine, a procurarmi femine viene da qui: non tolleravo più di sentirmi così una merda; dovevo fare qualcosa. Puro ego, puro tentativo di riscattarmi, le femine non centravano un cazzo.

Quando riuscii a fidanzarmi, la cosa che mi più esaltava era il pensare che agli occhi degli altri, o meglio agli occhi degli altri per me rilevanti, io ero fidanzato e scopavo

Giuro che più dei coiti, più dell’affetto che poi alla fine finii per provare, o dell”affetto di cui ero investito, era questa la sensazione che più mi esaltava: finalmente avevo delle tresche con le femine da raccontare, finalmente mi sentivo maschio.

Ora. Perchè tutto sto pippone?

Il pippone è dovuto al fatto che questo non è del tutto superato; certo, le cose non vanno più male come prima, ma sta di fatto che io rimorchio (o meglio, provo a rimorchiare, perchè sennò poi sembra che ne rimorchio 12 a sera…) per gli altri, e in vista degli altri, più che per me stesso. Il fatto di trafficare con le femine, di uscirci, provarci, avere successi e delusioni, è tutto materiale che posso finalmente rivendermi e narrare; è questo che mi importa, più e sopra di tutto: avere fatti e storie di me con le femine, cui attingere e narrare; tutto questo mi fa sentire figo; pochi cazzi, ad oggi, 1 giugno 2011 è così

Il tutto è con ogni probabilità dovuto al fatto che non mi sento ancora del tutto figo, non ho ancora le sicurezze di cui sono in cerca; e, con ogni probabilità, quando avrò del tutto demolito l’immagine di me stesso come non-figo, sostituendola con quella di figo, potrò finalmente archiviare queste paranoie.

Il fine di tutto il discorso è che fino a quando non arriverò a questa condizione, io non rimorchierò mai una femina perchè mi piace, o perchè sento che potrebbe essere splendido provarci con la tizia X, ma lo farò sempre perchè devo dimostrarmi (e dimostrare agli altri) qualcosa; rimane un mezzo per tentare di compensare ed alleviare un complesso di minorità, e non quello che dovrebbe essere: un fine in sè, una gioia, un piacere.

Questo dovrà essere il mio punto di svolta: rimorchiare per me, e non più per gli altri; rimorchio come piacere ed è espressione del proprio sè più autentico, e non come guerra per l’affermazione dell’ego.

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