Sembra tutto cos complicato. Eppure è cosi semplice. Avessi avuto la luna, o Drusilla, il mondo, la felicità…, sarebbe stato tutto diverso. Tu lo sai, Caligola, che potrei essere tenero.
La tenerezza! Ma dove trovarne tanta da soddisfare la mia sete? Dove trovare un cuore profondo come un lago? (Comincia a piangere lentamente.) Non c’è niente che mi vada bene, nè in questo mondo nè in quell’altro.
Eppure sono certo, ed anche tu lo sei (tende le mani verso lo specchio piangendo), che mi basterebbe l’impossibile. L’impossibile! L’ho cercato ai confini del mondo e di me stesso. Ho teso le mani.
(Urlando.) Tendo le mani e non incontro che te, sempre te, come uno sputo sul mio viso. Te nel chiarore splendido e dolce delle stelle – te in una sera come questa – te che odio – te che sei per me come una ferita che vorrei strapparmi di dosso con le unghie perch‚ il sangue infetto possa sgorgare con la vita a fiumi.
Com’è pesante questa notte! Elicone non è venuto. Colpevole anche lui di fronte a un simulacro di colpevole. E’ pesante questa notte, come il dolore umano!


Pubblicato il maggio 3, 2011
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