Froci e lesbiche: della discriminazione contro il maschile- Parte prima

Pubblicato il ottobre 5, 2009

4


Dunque, una semplice constatazione: due maschi che si baciano fanno schifo; di piu’, fanno vomitare; e parlo anche a titolo personale: quando mi è capitato di vederli, mi sono poi girato dall’altro lato. Non ho assolutamente nulla contro i froci, ma mi causa del disgusto. La reazione pare esser similare sia tra i maschi (non finocchi) che tra le femmine.

Due femmine che si baciano, viceversa, è la cosa piu’ normale del mondo; non crea alcun imbarazzo o problema; figurarsi poi se ne crea a me; la prima cosa che in genere faccio è andare in bagno, e spararmi una sega pensando all’accaduto; anzi, per non sbagliarmi, me sparo due.

Al solito: perchè succede questo? Il primo pensiero che mi viene è che si tratti d’ una sottile forma di razzismo. E non venitemi a dire che invece è secondo natura vederla così. Nelle civiltà passate era tutto l’opposto; era l’omosessualità femminile ad esser messa al bando; Saffo e le sue amiche erano confinate su un isola, da cui, non a caso, è derivato il termine “lesbica”, mentre Alcibiade faceva la corte a Socrate, e Cesare faceva “la puttana”, andando ora con i maschi ora con le femmine.

C’è da dire che la stessa categoria del gay, del frocio, dell’omosessuale, è stata inventata dalla modernità, per meglio ingabbiare, incasellare, i fenomeni sessuali. Prima era perfettamente noto che ogni persona contiene in sè la possibilità di provare attrazione sessuale per entrambi i sessi; prima che venisse isolato e separato dal genere maschile l’orientamento omosessuale, avere delle pulsioni di tipo omosessuale non implicava necessariamente essere omosessuale. Lo stesso Freud (no quindi un greco di 2500 anni fa) era consapevole di questo: “L’indagine psicoanalitica si rifiuta con grande energia di separare gli omosessuali come un gruppo di specie particolare dalle altre persone. Essa, studiando eccitamenti sessuali diversi da quelli che si manifestano, sa che tutte le persone sono capaci di scegliere un oggetto sessuale dello stesso sesso e hanno anche fatto questa scelta nell’inconscio.” (Opere vol. 4, p. 460)

Quanto dico è anche frutto d’esperienza personale: mi è infatti capitato di frequentare, per un determinato periodo, con una certa frequenza un determinato amico; quel che succedeva era che la gente, femmine in particolare, ci additassero immediatamente come “coppietta”; le domande maliziose e le allusioni si sprecavano: “ma voi due state sempre assieme?”. La cosa mi è capitata piu’ volte. Ora, le risposte a questi comportamenti sono varie: le femmine non ci capiscono un cazzo, e non comprendono che non solo loro hanno bisogno di chiudersi in bagno a recriminare, protestare, sforgarsi e quanto altro con l’amichetta del cuore! Il bisogno di amicizia, di amicizia vera, di un legame potente con il proprio sesso, è presente allo stesso modo, se non in misura maggiore, nei maschi; detto per inciso, un’amicizia maschile è di gran lunga piu’ pulita e leale di quanto non potrà mai essere quella femminile. Ma questa realtà è sempre piu’ misconosciuta, anche dai maschi; è logico che altrettanto facciano le femmine.

Il Professore

Pubblicato in: Uncategorized