Verità, sapienza, giustizia, saggezza.

Pubblicato il settembre 11, 2009

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Scelte e giudizi si possono assumere leggendo la realtà da quattro punti di vista, nei quali l’occhio dell’osservatore si trova gradualmente sempre più in alto: Verità, Sapienza, Giustizia, Saggezza. Già il primo gradino è assai elevato, in quanto richiede la Pazienza di spogliare i fatti dai commenti, l’Acutezza per interpretare il poco che resta dopo questa operazione e la Forza per resistere all’attrazione dei teoremi che ciascuno ha già pronti ben prima che i fatti si rivelino. La Sapienza è per l’appunto una gran quantità di sapere, con l’aggiunta della Serenità. E’ un gradino necessariamente più alto, perché da esso si scorgono non uno, ma cento fatti. Raggiungerlo richiede un Impegno lungo e continuativo. Conoscendo tante cose e tante storie, quindi necessariamente anche ad una certa età, l’uomo ha la possibilità di metterle in relazione e comprenderne la Natura, cioè il posto che occupano nel disegno cosmico. La relazione che si instaura non è più tra l’uomo ed i fatti, come al primo gradino, o tra l’uomo e tanti fatti, come nel secondo. Dal terzo, che è già una vetta, si vedono i fatti in relazione con le Leggi che li governano e che governano i loro protagonisti. In questo modo anche l’Io, sinora molto importante, scompare dietro l’orizzonte di Necessità superiori. Insomma, la sapienza vede oltre la verità, la giustizia oltre la sapienza e la saggezza, da nulla superata, supera in lucidità anche la giustizia. La sua composizione può essere ridotta, ovviamente un po’ per gioco, a questa formula matematica: Saggezza = (Esperienza + Pensiero) X Lungimiranza. L’Esperienza è ridotta a semplici fatti dall’abitudine alla Verità e poi rimontata in lotti che hanno un maggiore significato grazie alla Sapienza. Il Pensiero è la riflessione sui fatti, sugli uomini e sulle Leggi che li mettono in relazione, attentamente guidata dalla Giustizia in modo che la valutazione di ciascun elemento sia riequilibrata. Il fattore più importante, in quanto moltiplica il risultato della prima operazione, è la Lungimiranza. E’ questa la capacità di ricordare le Verità del Passato e desumere quanta parte del Presente provenga da esse, sintonizzandosi così su una frequenza che consenta di vedere quale influenza potranno assumere una scelta o un giudizio nel Futuro.

Nell´avventurosa e contraddittoria condizione mortale, che alcuni uomini nobilitano con ideali immortali, l´Uomo cerca di interpretare la Volontà del Creatore e/o quella del Creato disegnandosi arditi scenari. Se Dio crea, l´uomo progetta. Così il Signore giudica secondo giustizia, Salomone secondo saggezza.

Cavallerescamente
Giancarlo Maresca

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